6.1. Iniziative di public engagement
Coordinatori: Marco Folin (Università degli Studi di Genova)
Email: genova2027@aisuinternational.net

Per la prima volta, e in via sperimentale, il congresso dell’AISU apre le porte a proposte di attività e iniziative di taglio non accademico, elaborati in una prospettiva sensibile ai temi della public history. Le proposte potranno assumere le forme più varie, purché consapevoli e rigorose sul piano metodologico: dibattiti, conferenze, proiezioni, spettacoli, performances, mostre, installazioni. Benvenute anche le proposte in fase embrionale, suscettibili di essere sviluppate e definite in accordo con gli organizzatori.
Nei giorni del congresso in un’apposita fascia oraria (indicativamente 18.00-19.30) sarà riservato alle proposte selezionate, presentate in spazi pubblici e liberamente aperte alla cittadinanza. Considerato il carattere sperimentale dell’iniziativa, gli organizzatori si riservano la possibilità di concordare con i proponenti eventuali rimodulazioni delle proposte compatibilmente con le disponibilità di spazio e le esigenze logistiche.

Indicazioni per i proponenti
• L’AISU non è in grado di finanziare le iniziative proposte: tutti gli oneri organizzativi saranno a carico dei proponenti, potendo contare sul pieno supporto logistico dell’organizzazione del congresso. È attualmente in corso la ricerca di sponsor, il cui sostegno non può tuttavia essere garantito.
• Gli spazi destinati alle iniziative saranno individuati dagli organizzatori in funzione del numero e della tipologia delle proposte selezionate. In particolare, nel caso di iniziative non convenzionali (performance, installazioni, proiezioni, allestimenti espositivi ecc.), i proponenti sono invitati a descrivere con la massima precisione le esigenze di spazio e ogni altro requisito tecnico o organizzativo necessario al loro svolgimento.
• Per presentare una proposta: https://aisuinternational.org/it/genova-2027-agora/.

6.2. Urban Voids: Memoria, tracce e divenire [Mostra]
Coordinatori: Amandine Dargaud, UMR5600 Environnement Ville Société (EVS), Lyon
Email: amandine.dargaud@ube.fr


Nel quadro di The Wounded City, questa call invita a proporre materiali, opere, progetti e riflessioni che confluiranno in un evento espositivo dedicato agli urban voids, intesi come manifestazioni al tempo stesso tangibili ed elusive delle ferite urbane. Le città portano le tracce materiali e simboliche di conflitti, crisi, cancellazioni, spostamenti e trasformazioni che rimodellano continuamente i loro spazi e significati. Tra queste tracce, i voids occupano una posizione singolare: materializzano l’assenza. Lungi dall’essere completamente vuoti o inattivi, gli urban voids possono rivelare le tracce di fratture e ferite all’interno del tessuto urbano. La mostra propone di esplorare il modo in cui l’assenza diventa materialmente, visivamente e sensorialmente percepibile nello spazio urbano. Gli urban voids possono emergere in seguito a guerre, demolizioni, catastrofi, declino infrastrutturale, violenze politiche o dinamiche più ordinarie di abbandono e scomparsa. Possono assumere la forma di terreni vacanti, rovine, quartieri cancellati, infrastrutture abbandonate, paesaggi fantasma o discontinuità spaziali. La mostra intende interrogare il modo in cui l’assenza possa essere rappresentata, mappata, materializzata o percepita. Come registra una città ciò che non c’è più? In che modo le tracce di vite cancellate, architetture demolite, memorie interrotte o popolazioni rese invisibili continuano ad abitare il tessuto urbano? Quali forme possono rendere visibile la presenza spaziale dell’assenza, così come le ferite inscritte nei paesaggi urbani? Basandosi su una concezione dei voids intesi sia come perdita sia come potenzialità, la mostra considera il vuoto non semplicemente come mancanza, ma come apertura: uno spazio in cui possono emergere memoria, nuove interpretazioni e nuove forme. Gli urban voids sono dunque concepiti simultaneamente come cicatrici e come possibilità. La mostra accoglierà contributi capaci di esplorare questi temi attraverso un’ampia varietà di media e metodologie, tra cui fotografia, video, registrazioni sonore, cartografia, archivi, installazioni, opere artistiche, pratiche partecipative e altri linguaggi visivi e documentari. I contributi potranno documentare voids esistenti, rivelare assenze o storie dimenticate, ricostruire geografie cancellate oppure esplorare le dimensioni affettive, politiche e sensoriali del vuoto nella città. Saranno prese in considerazione sia proposte relative a singoli materiali, opere o contributi, sia insiemi coerenti e progetti espositivi più articolati, potenzialmente destinati a costituire una sezione tematica della mostra o a definirne l’intero percorso curatoriale.


Per discutere la compatibilità di materiali, idee progettuali o proposte espositive con il formato della mostra, nonché per ricevere indicazioni sulle modalità di invio, si invitano gli interessati a scrivere agli indirizzi: genova2027@aisuinternational.net e amandine.dargaud@ube.fr.


Il XIII Congresso AISU (Genova, 7-10 settembre 2027) è organizzato da