Le lingue ufficiali del Congresso sono italiano, inglese, spagnolo e francese.


1. Governare e controllare la città
Poteri, istituzioni, negoziazioni


Stefano Gardini (Università di Genova, DAFIST), Andrea Longhi (Politecnico di Torino, DIST), Elena Manzo (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, DADI), Guido Zucconi (Università Iuav di Venezia).

La macrosessione è dedicata ai molti modi in cui le città sono state e continuano a essere governate, gestite e controllate nel corso del tempo, con particolare attenzione ai rapporti tra potere politico, istituzioni e spazio urbano. Le ferite della città possono derivare tanto da pratiche di imposizione violenta, quanto da processi di disciplinamento, riforma o riorganizzazione: dalla costruzione materiale degli apparati di governo (palazzi, fortificazioni, infrastrutture) alla gestione quotidiana della vita cittadina, dai dispositivi giuridici e fiscali alle strategie simboliche di legittimazione del potere. Benvenute le proposte che analizzino come il dominio sulla città si sia espresso non solo attraverso la coercizione, ma anche mediante la produzione di ordine, consenso e rappresentazioni, frutto di negoziazioni e compromessi fra i diversi attori in gioco.

Più specificamente, la macrosessione comprende (ma non si limita a) i seguenti temi:

  • Architetture e spazi del potere: palazzi pubblici, sedi di governo, infrastrutture amministrative, geografie istituzionali.
  • Governare la città: pratiche di governo, norme e dispositivi giuridici e fiscali, politiche di ordine pubblico e controllo sociale.
  • Iniziative di riforma e rinnovamento: cantieri di trasformazione, progetti di disciplinamento, programmi di modernizzazione.
  • Simboli e rappresentazioni del potere: rituali civici, iconografie, monumenti; investimenti simbolici e strategie di immagine.
  • Forme di opposizione e resistenza al potere: movimenti di protesta, episodi di rivolta, manifestazioni di dissenso, culture politiche alternative.

2. Attaccare e difendere la città
Crisi, emergenze, discontinuità


Cristina Cuneo (Politecnico di Torino, DIST), Ludovica Galeazzo (Università degli Studi di Padova, DBC), Massimiliano Savorra (Università di Pavia, DICAr), Stefano Zaggia (Università degli Studi di Padova, DICEA).

La città come luogo di ferite aperte è al centro di questa macrosessione. Guerre, assedi, rivoluzioni e sommosse, ma anche disastri naturali, crisi economiche ed emergenze sanitarie hanno profondamente marcato le forme urbane e le relazioni sociali. Benvenute le proposte che indaghino come la violenza – fisica, strutturale o simbolica – si iscriva negli spazi urbani ridefinendone confini, gerarchie e funzioni; e come le città reagiscano, si adattino o vengano rifondate in seguito a momenti di rottura. Particolare attenzione sarà riservata ai nessi tra crisi e innovazione, distruzione e ricostruzione, trauma e risarcimento.

Più specificamente, la macrosessione comprende (ma non si limita a) i seguenti temi:

  • Guerre e violenza urbana: conflitti armati, assedi, rivoluzioni e sommosse; distruzioni belliche; militarizzazione dello spazio urbano.
  • Difesa e sicurezza della città: fortificazioni, sistemi di prevenzione dai rischi e dalle precarietà, strategie emergenziali di salvaguardia delle popolazioni cittadine.
  • Momenti di rottura e punti di svolta: epidemie, carestie, disastri naturali; abbandoni urbani; crisi economiche, conflitti civili, scontri sociali.
  • Ricostruzioni e rifondazioni urbane: ricostruzioni postbelliche, o post-sismiche; processi di riorganizzazione dopo eventi traumatici; politiche di riparazione e risarcimento dei danni.
  • Spaccature interne: guerre civili; muri, barriere e barricate; occupazioni, espulsioni, demolizioni di edifici e quartieri come pena o come effetto collaterale.

3. Vivere e abitare la città
Interessi, pratiche, usi dello spazio


Denise Bezzina (Università di Genova, DAFIST), Riccardo Ferrante (Università di Genova, DIGI), Paola Lanaro (Università Cà Foscari Venezia), Luca Mocarelli (Università degli Studi di Milano Bicocca, Dipartimento DEMS).

Questa macrosessione si concentra sulle pratiche della vita quotidiana e sulle forme di uso, contesa e appropriazione dello spazio urbano inteso come campo di tensioni e disuguaglianze radicate, rispetto a cui gli abitanti risultano esposti, vulnerabili, ma anche attivi nell’aprire e sanare le ferite della città. Mercati, strade, quartieri, spazi informali o marginali possono essere assunti come luoghi privilegiati per osservare le tensioni legate al lavoro, alla mobilità, all’abitare, alle disuguaglianze di genere, classe o etnia. Benvenute le proposte dedicate alla città come spazio vissuto, attraversato da conflitti di interesse spesso minuti ma non meno determinanti nella dinamica delle relazioni sociali, e capaci di incidere in profondità sui grandi processi di trasformazione urbana.

Più specificamente, la macrosessione comprende (ma non si limita a) i seguenti temi:

  • Conflitti della vita quotidiana: i luoghi di lavoro e di sociabilità come ambito di scontro, negoziazione, cooperazione, ma anche concorrenza e controllo.
  • Stratificazioni economiche e sociali: differenze di status, classe, etnia, religione; strategie di produzione, legittimazione e contrasto delle disuguaglianze.
  • Discriminazioni di genere: asimmetrie d’accesso alle risorse, ai servizi, alle opportunità della vita urbana; forme di espressione, resistenza e agency femminile.
  • Povertà, marginalità, vulnerabilità: processi di esclusione materiale e simbolica; politiche e pratiche di assistenza, controllo, stigmatizzazione e criminalizzazione del disagio.
  • Pubblico/Privato: espropri, speculazioni e privatizzazioni; regimi di appropriazione e inappropriabilità dello spazio urbano; definizioni, normative, delimitazioni delle aree cittadine.

4. Narrare e rappresentare la città
Memorie, identità, patrimoni controversi

Emanuela Garofalo (Università degli Studi di Palermo, DARCH), Andrea Maglio (Università degli Studi di Napoli Federico II, Dicea), Laura Stagno (Università di Genova, DIRAAS), Duccio Tongiorgi (Università di Genova, DIRAAS).

La città è anche un deposito di memorie, selettive e conflittuali, in cui le ferite del passato possono essere rimosse, esibite, reinterpretate o strumentalizzate. Questa macrosessione mira a interrogare i processi attraverso cui il passato viene conservato, cancellato o risignificato nello spazio urbano. Monumenti, rovine, toponimi, patrimoni e paesaggi possono essere letti come luoghi di contesa simbolica, in cui si sedimentano narrazioni divergenti e spesso incompatibili. Benvenute le proposte che esplorino le tensioni e i conflitti legati alla memoria, alle dinamiche di costruzione patrimoniale e identitaria, nonché al ruolo dell’immaginario urbano nell’elaborazione critica delle ferite del passato.

Più specificamente, la macrosessione comprende (ma non si limita a) i seguenti temi:

  • Memorie divise, patrimoni contesi: costruzioni identitarie, processi di patrimonializzazione e monumentalizzazone, conflitti sulla tutela dei beni culturali.
  • Traumi e rimozioni: riscritture e risemantizzazioni del passato e delle sue tracce; forme di silenziamento o cancellazione del ricordo.
  • Scrivere e descrivere la città: diari, cronache, guide, descrizioni del presente e del passato cittadino; la città come oggetto di studio.
  • Raffigurare la città: immagini urbane; costruzioni simboliche; rappresentazioni artistiche, cartografiche, letterarie, mediatiche dello spazio urbano.

5. Immaginare e sperimentare la città
Programmi, sfide, visioni del futuro

Marco Doria (Università di Genova, DIEC), Giovanni Cristina (Università degli Studi Roma Tre, FilCoSpe), Elena Svalduz (Università degli Studi di Padova, DBC), Ines Tolic (Alma Mater Studiorum Università di Bologna, DAR).

Questa macrosessione guarda alle città come laboratori di incubazione, sviluppo e sperimentazione di saperi e programmi rivolti al futuro – un futuro spesso segnato dalle ferite del presente e del passato. Le utopie e le distopie, i progetti di rinnovamento politico e tecnologico, le pratiche artistiche e le forme di attivismo urbano si alimentano di previsioni, aspettative e timori che orientano i processi di trasformazione delle città, coinvolgendo in varia misura la società civile. Benvenute le proposte di sessione che affrontino questi temi nei loro molteplici risvolti, con particolare attenzione, per il tempo presente, al ruolo delle pratiche di public history e public engagement nel dare forma a una riflessione condivisa sulle sfide e sulle trasformazioni – sociali, ambientali e politiche – che attendono le città.

Più specificamente, la macrosessione comprende (ma non si limita a) i seguenti temi:

  • Utopie, distopie e immaginari urbani: mitizzazioni, visioni del futuro, prefigurazioni utopiche.
  • Città laboratorio: sperimentazioni politiche, economiche, sociali; gli spazi urbani come banco di prova per nuovi modelli urbanistici, tecnologici e infrastrutturali.
  • Pratiche artistiche e culturali: arti urbane; città creative; luoghi di produzione, diffusione e consumo di arte e cultura.
  • Attivismo urbano e partecipazione civica: movimenti sociali, pratiche di cittadinanza attiva, iniziative dal basso e forme di mobilitazione intorno al futuro delle città.
  • Per una public urban history: ricerca partecipativa, usi pubblici della storia urbana, co-produzione dei saperi sulla città e sulle sue ferite.

6. Agorà

Enrica Bistagnino (Università di Genova, DAD), Anna Boato (Università di Genova, DAD), Cristina Candito (Università di Genova, DAD), Marco Folin (Università di Genova, DAD), Andrea Giachetta (Università di Genova, DAD), Giampiero Lombardini (Università di Genova, DAD), Lucina Napoleone (Università di Genova, DAD), Federica Pompejano (Università di Genova, DAD), Valter Scelsi (Università di Genova, DAD).

Per la prima volta, e in via sperimentale, il congresso dell’AISU apre le porte a proposte di iniziative e interventi di taglio non accademico, elaborati in una prospettiva sensibile ai temi della public history. Le proposte potranno assumere le forme più varie, purché consapevoli e rigorose sul piano metodologico: dibattiti, conferenze, videoproiezioni, performances, mostre, installazioni multimediali. Benvenute anche le proposte in fase embrionale, suscettibili di essere sviluppate e definite in accordo con gli organizzatori.
Nei giorni del convegno, un’apposita fascia oraria (indicativamente 18.00-19.30) sarà riservata alle proposte selezionate, presentate in spazi pubblici e liberamente aperte alla cittadinanza. Considerato il carattere sperimentale dell’iniziativa, gli organizzatori si riservano la possibilità di concordare con i proponenti eventuali rimodulazioni delle proposte compatibilmente con le disponibilità logistiche.

Fra le possibili formule:

  • Conferenze, dibattiti e tavole rotonde.
  • Allestimenti espositivi.
  • Videoproiezioni e installazioni multimediali.
  • Spettacoli e performances.

Il XIII Congresso AISU (Genova, 7-10 settembre 2027) è organizzato da